Recensione I am changing su Artists and bands

Alessandro Serri ed Edmondo Romano sono tra gli artefici, con gli Eris Pluvia, di quel capolavoro, pubblicato nel 1991, intitolato “Rings of earthly light”, ancora oggi un caposaldo assoluto del prog italiano post anni ’70.

Poco dopo questo straordinario lavoro, i due lasciarono la band e fondarono gli Ancient Veil pubblicando, nel 1995,  il buon album omonimo. Impegnati in altri progetti, il duo (ora diventato trio, con l’aggiunta di Fabio Serri) ha finalmente deciso di dare un successore a quella lontana pubblicazione e, grazie alla Lizard Records, ecco ora “I am changing” il nuovo album in studio.

Una dozzina di collaboratori (alle voci, al piano, alle chitarre acustiche, all’oboe, alla viola, al violino, al flauto….) ha contribuito con la loro arte a supportare Alessandro Serri (voce, chitarre, basso, flauto, synth….), Edmondo Romano (sax, clarinetto, flauto, cornamusa francese…) e Fabio Serri (tastiere varie) in questa nuova release. Una strumentazione ricca per un sound altrettanto rigoglioso di atmosfere intense e avvolgenti. Sete e velluti sono i delicati tessuti sonori intrecciati dalla band, nulla di artificiale od artefatto. Prevalgono le sonorità suadenti e rarefatte che avvolgono l’anima e colpiscono, al cuore, l’ascoltatore. “You will see me” (intro) è un lieve “abbraccio camerisitico” con gli archi a duettare con il flauto, il clarinetto, il pianoforte e l’oboe. Due minuti di pura poesia in musica. La calda voce di Serri è protagonista nella title track. Una delicata melodia iniziale guidata dal pianoforte, dalle chitarre acustiche e dai fiati, sfocia poi in una breve esplosione di colori e di…synth, per poi adagiarsi dolcemente su un bel “solo” di chitarra elettrica, mentre il finale è ancora ricco di ricami acustici. Dolcissima è “Only when they’re broken”, sempre con la voce di Serri a condurci in un mondo incantato su tappeti di archi, chitarre acustiche ed ancora il flauto. Un pizzico più aggressiva “You will see me”. La voce di Alessandro è doppiata da quella di Anna Marra con il brano che rimane delicato nella lunga fase iniziale.

Diventano poi protagonisti il moog e la chitarra elettrica in un sontuoso crescendo. Il finale, al solito, è tutto appannaggio della strumentazione acustica. Eccellente la breve cavalcata sinfonica di “Fading light”; raffinatissima, con la voce di Valeria Caucino e le solite delizie elettro-acustiche, è anche “Chime of the times”, dai sentori rinascimentali. Così come dal sapore celtico, è la conclusiva “A mountain of dust”. Un album di grande pregio, questo “I am changing”: molti punti in comune con l’album d’esordio di oltre venti anni fa, ma che non suona “antico”, tutt’altro, perché le emozioni, quelle forti, e le suggestioni presenti nei quaranta minuti del CD non hanno età.

Valentino Butti
http://www.artistsandbands.org/ver2/recensioni/underground/8716-the-ancient-veil-i-am-changing

By |2017-09-01T15:04:53+00:00agosto 31st, 2017|Recensioni I am changing|0 Comments

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